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giovedì 11 luglio 2013

Da "Il giornale di Arona" e non solo: le "castagne amare" si potrebbero curare

Da "Il giornale di Arona" del 5 luglio 2013






























Gli ippocastani di via Stazione si potrebbero curare. Due intervistati dell'articolo che riportiamo lo affermano e l'esprerienza lo documenta. E' stato fatto, in verità, in più di un luogo e con risultati ottimi (una citazione, per tutte quelle che abbondano in rete:
http://www.trafioriepiante.it/VitaAlberi/SalvareIppocastani.htm).
Però nel Borgo il notabilato, già cieco dinanzi alle potature selvagge - che magari il Comune paga pure profumatamente - sembra avere già deciso: taglio e via. Le storiche piante, tra l'altro, si dice, disturberebbero gli abitanti vicini. In che modo? Non si dovrebbero piuttosto preoccupare, codesti sagaci abitanti e i loro portavoce, dell'antenna telefonica che, a pochi metri, sovrasta i loro giorni e le loro notti?  
Leggete un po' qua, quanto bene fan le antenne ai nostri giorni: 
http://www.elettrosmog.com/fondazza/note/EltrsmgGuida.htm 
Già, ma farlo notare non serve a nulla. Il borgoticinese ronfa, o borbotta o mangia, o beve birra. 

PS: domandina da terza elementare "Chi produce l'ossigeno che respiriamo e che fa vivere il Pianeta?"

mercoledì 29 giugno 2011

Alberi di Borgo Ticino: le "castagne amare"

"Castagne amare" vengono chiamati i tre grandi ippocastani, un tempo al confine nord del paese: più in là solo un paio di case e la stazione ferroviaria. Poi la strada scorreva tra ampi spazi verso le cascine, il santuario della Madonna delle Grazie e la più lontana frazione Campagnola.
Nelle calde mattinate estive due panchine ombreggiate consentivano una sosta al fresco a chi transitava per necessità, mentre al pomeriggio ed alla sera sotto la loro ombra si radunavano gruppi di ragazzi, oppure coppie di fidanzati. E a chi, sul far dell'autunno, coglieva uno dei loro frutti e se lo consevava in tasca era garantita, almeno per qualche tempo, l'immunità dal raffreddore.
Ora i grandi alberi, specialmente quello centrale, appaiono un po' sofferenti. Necessitano di cure e forse sentono la mancanza di qualcuno che sosti alla loro ombra, che ascolti il mormorio delle loro foglie. Perché gli antichi alberi sono preziosi come gli antichi monumenti e, in più, sono monumenti vivi.