sabato 14 giugno 2014

Il matrimonio di Borgo Ticino, di Franco Buffoni

Franco Buffoni, riconosciuto ed affermato poeta (la sua opera è stata recentemente raccolta in un "Oscar Mondadori") conta un'antenta a Borgo Ticino, una Cerutti, nonna di sua madre. Nell'ultima opera in prosa di Buffoni, "La casa di via Palestro", un capitolo narra del "Matrimonio di Borgo Ticino", matrimonio avvenuto il 12 agosto del 1944,  vigilia della strage nazifascista che annientò il borgo, e che ad essa si lega.
Qui vi proponiamo le pagine in cui Buffoni narra quella vigilia e il suo giorno. Il consiglio però è quello di leggere tutto il libro, nel quale l'autore lega la proprio storia personale e familiare a momenti cruciali della storia del Novecento.


Franco Buffoni, La casa di via Palestro, MarcosyMarcos 2014



domenica 8 giugno 2014

Festa delle regioni e delle nazioni 2014

La piantina del centro storico


Stand dell'Ukraina in piazza Martiri

La mostra fotografica


Stand del Senegal in via Vittorio Emanuele


Gruppo folkloristico calabrese

La Banda Mediterranea

lunedì 7 aprile 2014

Premio “Antonio Cerruti” – “Ariodante Marianni” 2014. Le motivazioni della giuria


              “Il bosco dei sogni interrotti” di Aldo Ferraris,
primo premio per il racconto breve

 La favola, sempre, nasconde dietro l'abito di un linguaggio apparentemente accessibile una polisemia profonda, perché deve veicolare messaggi pure complessi attraverso immagini semplici quanto potenti.
Scrivere una favola - anche per il solo sforzo concettuale - non è cosa facile, ma certamente il genere cui tende il racconto vincitore è proprio questo.
L'idea che sul fondo del nostro animo, fin da bambini - anzi, forse soprattutto da bambini, direbbe la psicanalisi - cresca un bosco oscuro di nodosi sogni interrotti, tanti quanti potrebbero essere le nostre vite incompiute, o quanto meno parti di esse, è un pensiero originale e moderno.
Naturalmente c'è una prova da superare e il nostro piccolo protagonista riesce a dare sfoggio di due qualità che gli adulti tendono a dimenticare, specie quando guardano al tempo che si indurisce come spessa corteccia dentro di sé: coraggio e creatività. Ed è interessante che, all'inizio, siano proprio gli alberi a suggerire al protagonista il metodo con cui farsi liberare dalla maledizione. Come a dire che la creatività nasce sempre da un atto di consapevolezza interiore. La medesima volontà che fa guardare al bambino l'albero dritto negli occhi, e a riconoscere una bocca, una voce che è la propria.
Nel finale, dove il dolore per la scomparsa della madre si trasfigura nell'impegno al continuare a leggere e scrivere storie giorno per giorno, ci fa tornare con la memoria a un momento indelebile dell'infanzia collettiva: il genitore che ci leggeva una fiaba. Ed è con questo ricordo che l'autore ci consegna la storia, non con scontato moralismo, ma con calorosa tenerezza. (C.M.)

 

“Pescatori” di Sara Brugo
secondo premio per il racconto breve

 Alla metà  del secolo scorso non era raro incontrare cercatori d’oro sul Ticino, curvi ed instancabili, con setaccio e bacile di ferro tra le mani. Ne tracciò un ritratto indimenticabile Sebastiano Vassalli ne “L’oro del mondo”. Il racconto di Sara Brugo ci annuncia il ritorno di un cercatore qui ed ora, in questo nostro tempo che ci ha tolto l’illusione che la povertà fosse vinta una volta per sempre e la libertà conquistata una volta per sempre. Sulla riva del fiume c’è il vecchio che pesca pesci per assaporare il suo ultimo tempo e anche per procurarsi una cena col sapore della giovinezza e dell’avventura e c’è il ragazzo che cerca l’oro inseguendo un sogno. Lo scorrere imperturbabile, antico e quasi senza tempo, dell’acqua del fiume contrasta con la mutevolezza delle storie dei due umani e ne sottolinea la caducità. Tuttavia l’autrice ci conduce con delicatezza nel loro mondo e il finale della storia vola alto. (E.B.)

 

“Alberi notturni” di Paola Lucarini
primo premio per la poesia

 Per l’atmosfera rarefatta, tra sogno e realtà, evocata con pennellate di colore, lievi e misurate, che fondono insieme due aspetti, apparentemente antitetici, della natura: la profonda, magica saggezza (di alberi onirici e pensosi), e l’impetuosa, fuggevole vitalità (di un fiume dal corso rapinoso), che travolge l’uomo, lo fa naufragare nella dolcezza taciuta, e per questo ancor più vivida, di un “blu oltremare” icastico e prezioso. (P.M.)

 
“Filemone e Bauci” di Rosa Maria Corti
secondo premio per la poesia

 Cimentarsi oggi con i miti antichi richiede coraggio. Con coraggio dunque Rosa Maria Corti nella sua poesia ripercorre il mito dei due vecchi sposi che non chiesero nulla al dio, se non di poter morire insieme, restando anche nella morte vicini. La quercia ed il tiglio avvinti resistono al tempo e alle stagioni e attorno a loro non è morte, ma vita: foglie che vibrano al vento, api ubriache di polline, la poetessa che trova lenimento alla sua pena. E la certezza finale ( suggerita dall’ossimoro del “disincanto azzurro”) che il mito e la poesia regalano vita anche oltre la morte. (E.B.)

lunedì 24 marzo 2014

I vincitori del Premio Letterario Nazionale "Antonio Cerruti - Ariodante Marianni" 2014

La festa di premiazione del Concorso Nazionale “Antonio Cerruti - Ariodante Marianni” 2014 si terrà domenica 6 aprile alle ore 15.30 alla Biblioteca Comunale di Borgo Ticino (via Cagnago 2). Tema del concorso per quest'anno: "Alberi, boschi, fiumi". La cerimonia di premiazione con lettura dei testi premiati e delle motivazioni dei premi sarà preceduta dalla presentazione del libro "Moltitudine" di Aldo Ferraris.
Quest'anno la giuria del premio ha constatato con soddisfazione l'alto numero di partecipanti, sia adulti che ragazzi e bambini. Ha altresì notato che il Premio si va affermando fortemente a livello nazionale; lo testimonia la presenza tra i premiati di autori come Paola Lucarini Poggi, fiorentina, poetessa, animatrice di eventi letterari, Aldo Ferraris, noto poeta novarese; Sara Brugo, delicata e sagace narratrice.
L'elevata partecipazione delle scuole, con lavori che saranno esposti in mostra nella giornata di premiazione, testimonia altresì il successo del lento lavoro di sensibilizzazione alla lettura e alle attività culturali della biblioteca che si va svolgendo dal almeno un decennio.

Qui di seguito il verbale della giuria:

La giuria dei due premi - nati a Borgo Ticino e giunti ormai alla nona edizione il primo, e alla settima il secondo - è composta quest'anno da Eleonora Bellini, Silvina Candussi, Giulio Martinoli, Carlo Milani, Paride Mercurio, e dall’assessore alla cultura Carolina De Nardo. Nella seduta finale del 19 marzo, tenutasi dopo che i singoli giurati ebbero esaminato singolarmente tutti i lavori pervenuti al premio in forma anonima, dopo approfondita discussione, la giuria, all'unanimità, ha stilato la seguente graduatoria:

PREMIO ANTONIO CERRUTI per un  racconto breve a tema “Alberi boschi fiumi”

 Vincitore il racconto n. 3: Il bosco dei sogni interrotti, di Aldo Ferraris di Novara

Secondo premio al racconto n. 7: Pescatori, di Sara Brugo di Novara

PREMIO ARIODANTE MARIANNI per la poesia a tema “Alberi boschi fiumi”

* categoria adulti

 Poesia vincitrice n. 3: “Alberi notturni”, dalla trilogia Nel taciuto la gioia di Paola Lucarini di Firenze

Secondo premio alla poesia n. 1: Come Filemone e Bauci, di Rosa Maria Corti di Lenno (CO)

 * categoria ragazzi

Poesia vincitrice n. 33: Solitudine di Silvia Giuliano della Scuola Secondaria Inferiore “Don Giovanni Rossi” di Varallo Pombia

Seconda classificata n. 23: La pigra nebbia di Federica Fornasiero dell’ ITI “Leonardo da Vinci” di Borgomanero

Terza classificata n. 10: Tutto scorre di Angelica Alampi della Scuola Secondaria Inferiore “Serafino Belfanti” di Borgo Ticino

Segnalazione di merito a  Dislessia di Simone Capraro della Scuola Secondaria Inferiore “Don Giovanni Rossi” di Varallo Pombia.

Segnalazione di merito anche alle classi III A e III C della Scuola Secondaria Inferiore “Don Giovanni Rossi” di Varallo Pombia per la varietà e l’efficacia delle modalità utilizzate nel raffigurare il tema del concorso.

 * categoria bambini

Poesia vincitrice n. 12: L’attesa della primavera nel bosco di Giulia Pavarini della Scuola Primaria Inferiore “J. e R. Kennedy” di Borgo Ticino

Seconda classificata n. 5: Autunno di Eugenio Murazzi della Scuola Primaria Inferiore “J. e R. Kennedy” di Borgo Ticino

Terza classificata n. 14: L’iride si colora di Leonardo Antonello della Scuola Primaria Inferiore “J. e R. Kennedy” di Borgo Ticino

La cerimonia di premiazione si terrà domenica 6 aprile 2014 alle ore 15.30 alla Biblioteca Comunale di Borgo Ticino. Tutti sono invitati a festeggiare i vincitori.


Copertina del Quaderno del premio n. 9

sabato 1 marzo 2014

Alberi di Borgo Ticino: sono sempre di più quelli che se ne vanno per lasciare spazio alla GRANDE BRUTTEZZA

Il paese di Borgo Ticino - mi comunica una giovane lettrice di questo blog - è candidato all'Oscar per LA GRANDE BRUTTEZZA.
Da ieri imperversa su facebook un motivato dibattito dai toni accesi (in qualche caso fin troppo) a riguardo del taglio dei tigli di piazza Antonio Cerruti e di via Zanotti.
Alberi che da molti anni ornavano quella strada, i tigli erano già stati fatti oggetto, negli anni scorsi, di potature "selvagge". Queste ultime, insegnano i botanici, sono molto nocive per le piante e potrebbero indebolirne alcune, che, infatti, già erano state abbattute qua e là. I tigli sono alberi molto longevi, tuttavia, e molto resistenti. Ora è arrivato un taglio assoluto e totale, un vero eccidio, all'insegna della più assoluta e totale bruttezza. Viene da pensare che, se la bellezza educa - e di conseguenza - la bruttezza diseduca, l'autorità che  ha disposto il taglio caldeggi anche la diseducazione del cittadino. A vantaggio di chi? Non saprei dirlo.
Rimane il fatto che una via non secondaria, diretta dal centro del paese verso l'ufficio postale, sarà più triste e disadorna, meno ombreggiata e meno invitante a brevi passeggiate. Più persone useranno l'auto anche per brevi tratti: questo renderà forse più pura l'aria del borgo?
Quanto alla piazza, si dovrebbe chiamare  d'ora in poi, coerentemente, "parcheggio Antonio Cerruti". E non è la sola piazza, in loco, a meritarsi il degrado a parcheggio.
L'ingenua che aggiorna questo blog si illudeva che non dovesse ripetersi più l'ignobile vicenda dei tigli della statale (potete leggerla qui, insieme ad altre notizie sugli alberi del borgo Cosedalborgo, post sugli alberi ), ma è proprio vero che non c'è mai limite al peggio.