L’immagine
della Madonna col bambino, che gli studiosi hanno stimato possa
risalire al XV secolo, ricorda quella della Vergine venerata a Re, in
valle Vigezzo, e quella della Madonna del latte di Gignese. Ricorda
inoltre la raffigurazione della Madonna del latte dipinta su un
affresco votivo, risalente allo stesso periodo ed opera
presumibilmente di maestri ticinesi, che, perfettamente restaurato,
si può vedere nel centro di Borgo Ticino, in via Castellazzo 3. Ai
piedi della Madonna sono raffigurati i santi Giacomo - titolare del
culto originario dell’oratorio, testimoniato fin dal XII secolo - e
Carlo Borromeo, genius
loci di venerazione
più recente.
Il
santuario della Madonna delle Grazie è stato ed è ancora costante
punto di riferimento della devozione dei borgoticinesi, attorno alla
quale esistono curiosi aneddoti. Si racconta che alla chiesa si
recassero ragazze deluse in amore che imploravano alla Vergine la
soluzione dei propri problemi, facendole voti e promesse. Possiamo
oggi individuare in questa ingenua pratica la persistenza
inscalfibile anche se inconscia di antichi culti pagani. Il bosco,
l’acqua corrente, la divinità femminile, il fascino del mistero
sono elementi che questo luogo conserva, anche se non più così
intatti come immaginiamo fossero in epoca antica.
(C) Eleonora Bellini, tutti i diritti riservati. Ogni riproduzione deve essere autorizzata.
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